
Se la musica house avesse un passaporto italiano, il timbro principale sarebbe quello di Joe T Vannelli.
Nato a Taranto ma milanese d'adozione, Giuseppe Troccoli (questo il suo vero nome) ha attraversato decenni di evoluzione musicale rimanendo sempre fedele a un unico credo: il groove. La carriera di Vannelli decolla tra la fine degli anni '80 e l'inizio dei '90. Mentre l'Italia ballava l'italo-disco, Joe guardava a New York e Chicago.
È stato tra i primi a portare in Italia le sonorità house più sofisticate, trasformando locali storici come il Plastic o il Bolgia in veri templi del suono.
Il nome di Joe T Vannelli è esploso a livello globale grazie a produzioni e remix leggendari.
Il remix di Vannelli per i Livin' Joy è diventato un inno mondiale, raggiungendo la vetta delle classifiche UK e Billboard. Ha lavorato sui brani di icone come Giorgio Moroder, Mick Jagger, New Order e Moby, portando il tocco "Made in Italy" nelle classifiche dance di tutto il mondo. Non si è limitato alla console, Vannelli ha creato un vero impero creativo: Dream Beat. La sua etichetta discografica, punto di riferimento per i produttori house. Supalova, nata come una serata evento a Milano, è diventato uno dei brand più famosi della nightlife italiana, esportato ovunque grazie a compilation di enorme successo. Oltre ai club, Joe è una colonna portante della radiofonia. Il suo programma "Slave to the Rhythm" è uno dei podcast e radio-show più longevi e seguiti, un appuntamento fisso per chi vuole scoprire le novità della scena house globale prima che diventino hit.
Joe T Vannelli ha saputo resistere alle mode passeggere. Mentre molti DJ si adattavano all'EDM o alla trap, lui ha mantenuto la barra dritta sulla Quality House.
Durante la pandemia, è diventato celebre anche per il suo "Lonely DJ" tour, suonando in location spettacolari (piazze deserte, tetti, monumenti) per mantenere vivo il legame tra musica e territorio.
"La musica house è un sentimento, un modo di vivere, non solo un ritmo in quattro quarti." — Joe T Vannelli